"Voglio una squadra in cui i tifosi si riconoscano"

Oggi è stato il giorno della presentazione di Moreno Zebi, nuovo direttore sportivo del Cesena FC. Ecco i principali temi toccati in conferenza stampa.

IL RITORNO. “Qui ero venuto da spettatore e quando lavoravo col Perugia, adesso torno in un’altra veste e onestamente non credevo che fosse così vivo il ricordo di quell’esperienza (stagione 2008/09, nda) che è durata poco e per me è stata anche difficile ma culminò con la festa di diecimila persone in piazza della Libertà. Qui mi sento a mio agio, come avviene nei posti in cui sei già stato”.

IL RUOLO. “Quando finisce la carriera da atleta non sempre si hanno le idee chiare, io invece ho sempre voluto fare questo mestiere, già quando sparavo le ultime cartucce da calciatore. Sono uno a cui piace accompagnare le cose e vederle crescere. Oggi è necessario essere dinamici, le cose cambiano velocemente e voglio accompagnare questo cambiamento”.

CRESCERE COL CLUB. “Non ho modelli da emulare. Ho conosciuto persone di cui ho apprezzato il taglio manageriale ma allo stesso tempo mi piace personalizzare le cose e non fare un semplice copia e incolla. Voglio raggiungere risultati a livello personale ma legandoli alla crescita del club: chi fa questo lavoro non può pensare di slegare i propri successi da quelli del club. I miei modelli sono cresciuti insieme alla società in cui si trovavano e anche Moreno Zebi fa un percorso se lo fa il Cesena”.

VINCERE LE PARTITE. “Il nostro obiettivo sarà vincere le partite, tutte quelle che sarà possibile portare a casa. Ai grandi obiettivi si arriva attraverso step più immediati e la squadra dovrà essere brava a spostare l’attenzione su obiettivi più piccoli. Se vinceremo dieci partite non avremo fatto bene, se ne vinceremo venti, allora potremo lottare per qualcosa d’importante. Il mio compito sarà quello di creare le condizioni affinchè i calciatori possano performare”.

RAPPRESENTARE CESENA. “Ci prenderemo il tempo per fare tutte le valutazioni ma i profili che individueremo saranno accomunati da certe caratteristiche che dovranno portare in campo. La nostra squadra dovrà rappresentare Cesena con senso di appartenenza e i tifosi dovranno riconoscersi e identificarsi in essa. I calciatori devono trasmettere entusiasmo ma per fare questo è necessario che lo abbiano dentro. Poi è chiaro che vogliamo avere dei riferimenti in campo e nello spogliatoio che siano una garanzia per tecnica, approccio e mentalità”.

MORIRE IN CAMPO. “Vorrei una squadra che abbia il coraggio di giocare le partite, sempre, ma allo stesso tempo sia umile e disposta a morire sul campo. Voglio giocatori di qualità e temperamento perché non è giusto scindere le cose: poi, se toccherà fare il pullman per non prendere gol, lo faremo. Esistono tanti calciatori bravi che aspettano l’opportunità di giocare in una squadra importante e noi non dobbiamo cercare per forza il giocatore più bravo in assoluto, ma quello giusto”.

CREARE VALORE .“Con la società ci siamo detti una cosa che vorremmo realizzare: individuare profili che possono diventare un patrimonio e iniziare così a creare un valore. Ecco, mi piacerebbe creare valore per il Cesena. Non è un percorso facile né immediato ma abbiamo la necessità di andare in quella direzione”.

VIALI. “Sono contento di aver potuto avallare la volontà del club di proseguire con William Viali. Ieri io e lui abbiamo parlato per un’ora e mezza e l’ho trovato determinato e voglioso di giocarsi un’opportunità importante. Ha grande conoscenza e prepara le partite con grande scrupolosità: con lui i giocatori vanno in campo sapendo quello che devono fare, e non è poco. In più c’è uno spirito che ci accomuna, quello di dare valore a questa opportunità e che io ho messo prima degli aspetti contrattuali ed economici”.