“La salute viene prima di tutto, no alle porte chiuse”

Di seguito riportiamo alcuni stralci della lettera inviata questo pomeriggio al presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, prima della decisione del Coni di fermare lo sport fino al 3 aprile.

“Siamo alla vigilia di un Consiglio Federale chiamato ad affrontare una situazione senza precedenti e a dover prendere una delle decisioni più importanti nella storia del nostro calcio. In vista di questo appuntamento, vogliamo con la presente sottoporre a Lei alcune nostre riflessioni e comunicarle la posizione ufficiale del Cesena FC davanti a questa drammatica emergenza.

Riteniamo che in questo momento ci sia un valore che venga davanti a qualsiasi altro interesse – economico, di classifica, di calendario – ed è quello della salute dei nostri tesserati. Il recente caso di positività che ha colpito un calciatore della Reggio Audace, dopo quelli che avevano già riguardato la Pianese, rappresenta un allarme che non può restare inascoltato, e dimostra come una normale prosecuzione dell’attività esponga i calciatori a seri rischi di contagio.

Crediamo che il nostro sentimento sia condiviso da parte di tutti i club di Lega Pro e di questo sentimento vorremmo che Lei si facesse portavoce nella riunione di domani, chiedendo la sospensione, senza se e senza ma, di tutti i campionati.

Non attendiamo che a sancirla sia un decreto ministeriale o uno sciopero dei calciatori: sarebbe una sconfitta per il nostro sistema che ha invece l’occasione di dare un segnale di responsabilità e di compattezza tra le sue componenti, assumendo l’unica decisione possibile e che il senso di umanità impone.

Non solo ma, in coerenza con questa scelta, ci spingiamo fino a proporre una sospensione temporanea dell’attività di allenamento in una sorta di periodo di autoisolamento, che davvero sarebbe a reale salvaguardia della loro salute.

(…) Quando il pallone ricomincerà a rotolare sui nostri campi, vogliamo che ciò avvenga a condizione che i tifosi tornino a popolare i nostri stadi, anche a costo di prorogare i campionati fino a fine giugno. Un calcio senza la sua gente non è immaginabile e le gare svoltesi nel week end appena trascorso ne sono state un’esemplificazione, se mai ce ne fosse stato bisogno. La Lega Pro, sotto la sua guida, ha dato prova di come si possa tornare a riempire gli stadi e a far affezionare le gente al “calcio dei Comuni”: ebbene, non disperdiamo questo patrimonio che insieme abbiamo costruito. Noi giochiamo per la nostra gente e, senza di essa, non ha senso scendere in campo”.