“A Cesena sono diventato un uomo”

Giuseppe De Feudis si è conquistato un posto nel Cesena All-Time mettendo d'accordo tutti: tifosi e giornalisti, che lo hanno eletto quasi all'unanimità rendendolo il più votato tra i giocatori dell'undici ideale del club: ”Questo risultato non può che farmi piacere - dice l'ex capitano - essere tra i migliori di sempre della storia bianconera mi riempie di orgoglio: significa che il mio lavoro è stato capito e apprezzato dalla gente. D'altronde con i tifosi ho sempre avuto un bellissimo rapporto, così come con Cesena: quando sono arrivato qui ero un ragazzino e sono diventato un uomo con questa maglia addosso”.

Una vita dedicata al Cesena, con tantissimi ricordi che emozionano ancora il Conte: “Di episodi da raccontare ce ne sarebbero tanti, i più belli sono sicuramente quelli legati al primo campionato e alla promozione in Serie A, come la notte di Latina. Ho vissuto emozioni fortissime con questa maglia: ognuna delle 301 volte che l'ho indossata ho avuto la pelle d'oca. A Cesena sono riuscito a dare il massimo di me stesso: ogni partita ho cercato di tirare fuori il meglio”.

In mezzo ai tanti ricordi emozionanti, spunta anche un episodio simpatico che De Feudis ricorda ancora con il sorriso: “Avevo comprato da poco la macchina nuova e avevo lasciato le chiavi nello spogliatoio. A fine allenamento ero rimasto solo io e quando mi sono cambiato per tornare a casa mi sono accorto che la macchina non era più nel parcheggio. Dopo qualche ora sono riuscito a trovarla vicino al ristorante Cerina: era stato uno scherzo di qualcuno, anche se nessuno mi ha mai voluto dire chi”.

Da capitano sul campo, a membro dello staff tecnico di mister Viali, De Feudis racconta le prime sensazioni del nuovo ruolo all'interno del Cesena: WMi piace molto, anche se c'è davvero tanto da imparare. Rispetto al passato è tutto molto diverso e ogni giorno cerco di confrontarmi per comprendere ed immagazzinare tutte le informazioni necessarie ad aiutare la squadra. Il rapporto con i miei ex compagni di squadra è ancora molto forte: loro mi hanno dimostrato tanto affetto e vicinanza fin dal primo giorno. Ci tengo anche a ringraziarli per aver lasciato libero il numero otto come segno di rispetto nei miei confronti: è stato un gesto bellissimo”.